I due cesari

12 Giugno 2011 Commenti chiusi

Coincidenze della storia. Di un Cesare wikipedia scrive si tratta di un ex terrorista; è il latinorum mal digerito di chi reputa che sia possibile essere un ex assassino. Non è così: un terrorista rimarrà terrorista finché vive. Dell’altro sempre wikipedia scrive “Insieme a Guglielmo OberdanNazario Sauro è unanimemente considerato tra le più importanti figure della causa dell’irredentismo italiano.” L’anonimo compilatore evidentemente non possiede il requisito delle proporzioni. Dopodiché il Cesare Battisti intellettuale finì appeso con alle spalle il volto soddisfatto del boia Lang. Il Cesare Battisti pseudo-intellettuale, così beceramente difeso dalle istituzioni francesi, può finalmente godersi i privilegi che spettano ai peggiori sulle spiagge di Copagabana: la meravigliosa terra di Brasile possiede certo meno meravigliosi burocrati che non comprendono che un assassino non può essere tutelato da nessuna giurisdizione al mondo. Dopodiché, in fondo, una piccola Italia, incapace di andarsi a riprendere quell’assassino per fargli scontare fino all’ultimo giorno non un errore, ma quattro omicidi e l’aver ridotto su una sedia a rotelle una quinta persona. Il mondo è consenziente nell’ingiustizia, solidale col secondo Battisti non potendo cogliere la nobiltà del primo.

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Segnalazione nuovo volume di Gianni Gentilini

6 Gennaio 2011 Commenti chiusi

DIZIONARIO DEL DIALETTO VALSUGANOTTO
di Gianni Gentilini 

Collana: Storia locale
ISBN: 9788890497551
Formato: cm 17×24
Autore: Gianni Gentilini
Pagine: 400
Stampa: B/N
Anno: 2010
Prezzo: € 37,00

Introduzione

Accade forse a più d’uno nel Trentino che, avendo la nonna paterna in una determinata valle, l’anagrafe materna in un’altra e i primi ricordi dell’asilo infantile e delle scuole elementari in un’altra ancora, porta con sè in partenza l’esperienza di un pluralismo di dialetti che è quasi incomponibile. E così trova che gli abitanti di Pergine si chiamano perzenaitri, quelli di Tenna sono tenaroti, quelli di Caldonazzo caldonazari e quelli di Levico si chiamano naturalmente levicensi o levegani.

Non è facile ridurre a unico schema la parlata di quella che oggi si denomina ufficialmente Valsugana, anche se organizzata in una duplice Comunità di Valle, che colloca Pergine nel quadro dell’Alta Valsugana.

C’è maggiore omogeneità nell’area della cosiddetta Bassa Valsugana e in quel Dialetto Valsuganotto, che l’Autore correttamente definisce Parole di Borgo Valsugana, della Valsugana e del Trentino sud-orientale.

Il dottor Gianni Gentilini è effettivamente nativo di Borgo e mantiene con quest’origine evidenti radici familiari. Anche se la sua attività di studio e di professione si estende largamente ad altre stazioni del Trentino e ad altri agganci accademici. È impossibile non ricordare qui i suoi studi sul più antico statuto di Pergine e la deliziosa biografia di Mons. Luigi Gentilini, eminente personaggio ecclesiastico e politico della seconda metà dell’Ottocento trentino.

L’area linguistica del Dialetto Valsuganotto assume come una posizione intermedia fra la regione più propriamente veneta della bassa valle del Cismon, la zona dei Sette Comuni con le sue propaggini cimbriche e l’area mòchena della valle del Fersina che espande i suoi margini fino alla montagna di Roncegno. L’Autore la fece oggetto di ampie ricerche e riflessioni, raccolte soprattutto nel volume Italia Barbara, del 2008, dove i molteplici problemi del passaggio dal latino alla nostra parlata attuale sono trattati sistematicamente sullo sfondo di una bibliografia storica più generale.

Ora egli è venuto al diretto confronto con la parlata viva attuale. Pur sommamente attento a quei lineamenti di singolarità che già seppero cogliere autori come Angelico Prati e Francesco Ambrosi, egli ha deciso di affrontare nella sua globalità il tema del dialetto valsuganotto, partendo dalla sua reale e attuale esistenza. Non basta a questo scopo una pura ricerca letteraria, basata sui fondi scritti. Occorre un uso continuativo della parlata e un incessante controllo dei significati. L’inventario dei vocaboli è diventato così enorme da riempire ben due volumi e da offrire alla consultazione uno strumento nuovo e indispensabile.

Nuovo in un certo qual modo è anche il metodo con cui sono trattate le singole voci. Certamente l’Autore non risparmia la citazione e l’uso di tutti quei dati storici e letterari che possono servire alla illustrazione delle singole voci. Ma nella decifrazione di queste non procede come in analisi chimica, dove vale solo ciò che risponde ai dati sistematici. L’Autore sa di dover ascoltare anche il modo e il tono con cui le parole si pronunziano, le occasioni e il contesto in cui vengono ad esprimersi nella parlata viva. Per questo si serve tante volte anche dei detti popolari e dei proverbi, che illustrano situazioni vive e diretti stati d’animo.

Ricordando come il dottor Gentilini in tutti questi anni ha esercitato lodevolmente anche la sua attività di medico e di neurologo, vorrei riconoscere pure in questa impresa una vera dimensione terapeutica. Anche questa, come si vede, può aiutare efficacemente la conquista di un’autentica conoscenza obiettiva.

Mons. Iginio Rogger

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Newman L’uomo della coscienza

19 Settembre 2010 Commenti chiusi
Stefano Chemelli

Stefano Chemelli

NUTOPIA

30 Agosto 2010 Commenti chiusi

Dialogo tra un professore irlandese (R), uno italiano (R1) e uno che pone domande (D). Oggetto: l’Università.

Domanda: Ma come mai esce?

Risposta:  sono costretto a fuoriuscirne per raggiunto limite di età! Altrimenti…

D.: Chiedo scusa: vuol dire che a Dublino c’è un turn over? In Italia la situazione è stantia.

R.: A Dublino si tratta di strisciante estinzione, in quanto chi se ne va non viene sostituito.

R1: E a Parma è proprio così. Per non doverci più pagare lo stipendio, né a noi né ad altri. Come quando al cinema vendevano i POSTI IN PIEDI.

D.: Esiste un rimedio?

R1: Sì. Chi per colpa o insipienza ha fallito, via dai pubblici uffici e dalla politica. Azzerare tutto e ripartire senza i partiti; dal basso e con cariche stipendiate e a scadenza. Con verifica periodica dei risultati. E spazio a nuove scuole, nuovi teatri, nuove pitture, uso delle tecnologie per portare i diseredati alla cultura non come dato da subire ma come atto in cui costruirsi. Moderare l’impatto delle chiese, da considerarsi rispettabili associazioni private. Amare l’uomo. Vasto programma.

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Frédérick Tristan, Encres et écritures a Parigi

23 Agosto 2010 Commenti chiusi

Frédérick Tristan, Encres et écritures, con versione italiana a fronte di M. Albertazzi (Lavìs, La Finestra editrice, 2010) sarà presentato a Parigi.Frédérick Tristan, Encres et écritures

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Giordano Bruno (da Marzio Pieri: ore 3:30)

25 Luglio 2010 Commenti chiusi

“Oltre di ciò dite, giudici inetti: quanti de uoi errano[1] ne l’Achademia de gl’ asini? quanti imparano nell’ Achademia de gl’ asini? quanti fanno profitto nell’Achademia de gl’ asini? quanti si addottorano, marciscono, et muoiono ne l’Achademia de gl’ asini? quanti son preferiti, inalzati, magnificati, canonizati, glorificati, et deificati nell’Achademia de gl’ asini? che se non fussero stati et non fussero asini, non sò, non sò come la cosa sarrebe passata, et passarebbe per essi loro. Non son[2] tanti studii honoratissimi et splendidissimi, doue si dona lettione di saper inasinire[3], per hauer non solo il bene della uita temporale, ma et de l’eterna anchora? Dite a quante et quali facultadi[4] et honori s’ entra per la porta dell’ Asinitade? Dite quanti son impediti, exclusi, rigettati, et messi in uituperio per non esser partecipi dell’ Asinina facultade, et perfettione?”

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[1] ‘vanno al pascolo’.

[2] ‘Non ci sono’.

[3] ‘dove si insegna come farsi asini’.

[4] ‘ricchezze, buoni stipendî’.

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Abuso legislativo sulla libera fruizione della cultura in Italia

17 Luglio 2010 Commenti chiusi

La Finestra editrice ritiene limitativa la libera fruizione delle idee e della cultura della Legge 22 aprile 1941 n. 633 sulla “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”, sez. III, “Durata dei diritti di utilizzazione economica dell’opera”, art. 25 il quale recita: “I diritti di utilizzazione economica dell’opera durano tutta la vita dell’autore e sino al termine del settantesimo anno solare dopo la sua morte”. Il limite dei settant’anni, oltre ad avvantaggiare i gruppi di potere editoriale (i quali spesso acquistano i diritti d’autore non per pubblicarli ma per non farli pubblicare ad altri in un normale regime di concorrenza intellettuale prima ancora che economica) sono tra i più alti al mondo e non permette il libero dibattito sull’attualità che pure è prerogativa di ogni regime democratico.
La Finestra editrice ritiene che tale limite si debba abbassare ai trenta anni dalla morte dell’autore.

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Marco Albertazzi e Marzio Pieri: un incontro

10 Giugno 2010 Commenti chiusi
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Luca Ricolfi e “il sacco del nord”

9 Aprile 2010 Commenti chiusi
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I documenti d’Amore di messer Francesco

10 Gennaio 2010 Commenti chiusi