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Archivio Luglio 2010

Giordano Bruno (da Marzio Pieri: ore 3:30)

25 Luglio 2010 Commenti chiusi

“Oltre di ciò dite, giudici inetti: quanti de uoi errano[1] ne l’Achademia de gl’ asini? quanti imparano nell’ Achademia de gl’ asini? quanti fanno profitto nell’Achademia de gl’ asini? quanti si addottorano, marciscono, et muoiono ne l’Achademia de gl’ asini? quanti son preferiti, inalzati, magnificati, canonizati, glorificati, et deificati nell’Achademia de gl’ asini? che se non fussero stati et non fussero asini, non sò, non sò come la cosa sarrebe passata, et passarebbe per essi loro. Non son[2] tanti studii honoratissimi et splendidissimi, doue si dona lettione di saper inasinire[3], per hauer non solo il bene della uita temporale, ma et de l’eterna anchora? Dite a quante et quali facultadi[4] et honori s’ entra per la porta dell’ Asinitade? Dite quanti son impediti, exclusi, rigettati, et messi in uituperio per non esser partecipi dell’ Asinina facultade, et perfettione?”

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[1] ‘vanno al pascolo’.

[2] ‘Non ci sono’.

[3] ‘dove si insegna come farsi asini’.

[4] ‘ricchezze, buoni stipendî’.

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Abuso legislativo sulla libera fruizione della cultura in Italia

17 Luglio 2010 Commenti chiusi

La Finestra editrice ritiene limitativa la libera fruizione delle idee e della cultura della Legge 22 aprile 1941 n. 633 sulla “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”, sez. III, “Durata dei diritti di utilizzazione economica dell’opera”, art. 25 il quale recita: “I diritti di utilizzazione economica dell’opera durano tutta la vita dell’autore e sino al termine del settantesimo anno solare dopo la sua morte”. Il limite dei settant’anni, oltre ad avvantaggiare i gruppi di potere editoriale (i quali spesso acquistano i diritti d’autore non per pubblicarli ma per non farli pubblicare ad altri in un normale regime di concorrenza intellettuale prima ancora che economica) sono tra i più alti al mondo e non permette il libero dibattito sull’attualità che pure è prerogativa di ogni regime democratico.
La Finestra editrice ritiene che tale limite si debba abbassare ai trenta anni dalla morte dell’autore.

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