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Archivio Gennaio 2011

Segnalazione nuovo volume di Gianni Gentilini

6 Gennaio 2011 Commenti chiusi

DIZIONARIO DEL DIALETTO VALSUGANOTTO
di Gianni Gentilini 

Collana: Storia locale
ISBN: 9788890497551
Formato: cm 17×24
Autore: Gianni Gentilini
Pagine: 400
Stampa: B/N
Anno: 2010
Prezzo: € 37,00

Introduzione

Accade forse a più d’uno nel Trentino che, avendo la nonna paterna in una determinata valle, l’anagrafe materna in un’altra e i primi ricordi dell’asilo infantile e delle scuole elementari in un’altra ancora, porta con sè in partenza l’esperienza di un pluralismo di dialetti che è quasi incomponibile. E così trova che gli abitanti di Pergine si chiamano perzenaitri, quelli di Tenna sono tenaroti, quelli di Caldonazzo caldonazari e quelli di Levico si chiamano naturalmente levicensi o levegani.

Non è facile ridurre a unico schema la parlata di quella che oggi si denomina ufficialmente Valsugana, anche se organizzata in una duplice Comunità di Valle, che colloca Pergine nel quadro dell’Alta Valsugana.

C’è maggiore omogeneità nell’area della cosiddetta Bassa Valsugana e in quel Dialetto Valsuganotto, che l’Autore correttamente definisce Parole di Borgo Valsugana, della Valsugana e del Trentino sud-orientale.

Il dottor Gianni Gentilini è effettivamente nativo di Borgo e mantiene con quest’origine evidenti radici familiari. Anche se la sua attività di studio e di professione si estende largamente ad altre stazioni del Trentino e ad altri agganci accademici. È impossibile non ricordare qui i suoi studi sul più antico statuto di Pergine e la deliziosa biografia di Mons. Luigi Gentilini, eminente personaggio ecclesiastico e politico della seconda metà dell’Ottocento trentino.

L’area linguistica del Dialetto Valsuganotto assume come una posizione intermedia fra la regione più propriamente veneta della bassa valle del Cismon, la zona dei Sette Comuni con le sue propaggini cimbriche e l’area mòchena della valle del Fersina che espande i suoi margini fino alla montagna di Roncegno. L’Autore la fece oggetto di ampie ricerche e riflessioni, raccolte soprattutto nel volume Italia Barbara, del 2008, dove i molteplici problemi del passaggio dal latino alla nostra parlata attuale sono trattati sistematicamente sullo sfondo di una bibliografia storica più generale.

Ora egli è venuto al diretto confronto con la parlata viva attuale. Pur sommamente attento a quei lineamenti di singolarità che già seppero cogliere autori come Angelico Prati e Francesco Ambrosi, egli ha deciso di affrontare nella sua globalità il tema del dialetto valsuganotto, partendo dalla sua reale e attuale esistenza. Non basta a questo scopo una pura ricerca letteraria, basata sui fondi scritti. Occorre un uso continuativo della parlata e un incessante controllo dei significati. L’inventario dei vocaboli è diventato così enorme da riempire ben due volumi e da offrire alla consultazione uno strumento nuovo e indispensabile.

Nuovo in un certo qual modo è anche il metodo con cui sono trattate le singole voci. Certamente l’Autore non risparmia la citazione e l’uso di tutti quei dati storici e letterari che possono servire alla illustrazione delle singole voci. Ma nella decifrazione di queste non procede come in analisi chimica, dove vale solo ciò che risponde ai dati sistematici. L’Autore sa di dover ascoltare anche il modo e il tono con cui le parole si pronunziano, le occasioni e il contesto in cui vengono ad esprimersi nella parlata viva. Per questo si serve tante volte anche dei detti popolari e dei proverbi, che illustrano situazioni vive e diretti stati d’animo.

Ricordando come il dottor Gentilini in tutti questi anni ha esercitato lodevolmente anche la sua attività di medico e di neurologo, vorrei riconoscere pure in questa impresa una vera dimensione terapeutica. Anche questa, come si vede, può aiutare efficacemente la conquista di un’autentica conoscenza obiettiva.

Mons. Iginio Rogger

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